
"Non vorremmo indispettire il Capo dello Stato, ma dei quasi trecento immigrati arrivati in Sicilia ci interessa sapere solo due cose: se stanno bene e quando verranno rispediti al mittente". Lo ha dichiarato Ruggero Razza, componente del comitato costituente dei giovani de La Destra, in merito allo sbarco di oltre 260 immigrati a Portopalo in Sicilia. "Il presidente Napolitano nel dire che 'senza gli immigrati l'Italia si blocca' ha omesso di aggiungere l'aggettivo 'regolari'. Se persino dal Quirinale provengono aperture verso l'immigrazione clandestina, presto anche un popolo ospitale come quello siciliano, stanco di continui sbarchi, potrebbe iniziare a farsi giustizia da sè. Non vorremmo si debba arrivare a presidiare i confini come i leghisti sono stati costretti a perlustrare le città". Razza analizza poi il rapporto della Caritqas sull'immigrazione. "Il rapporto Caritas presentato ieri conferma che l'immigrazione è ormai un problema identitario, oltre che di sicurezza nazionale. Di questo passo fra qualche anno saremo estranei nella terra dei nostri avi". "In Italia e in Europa si straparla di integrazione dei cittadini immigrati, ma la si concepisce come un diritto. Noi vorremmo che integrarsi e rispettare le tradizioni nazionali sia per gli immigrati regolari un dovere imposto dalla legge".Secondo l'esponente de La Destra "il prossimo governo dovrà agire per rimettere in piedi una sana politica per la famiglia e per la natalità. Potremo riuscire a difendere la terra dei padri soltanto se nasceranno più figli".









1 commento:
Penso sia inteso che si parli solo di immigrati regolari. I criminali non li vuole nessuno.
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